Casamatti Miria (1945 – )

FOTO MIRIA CASAMATTI_page-0001 (2)
COGNOME Casamatti
NOME Miria
DATA DI NASCITA 18 marzo 1945
LUOGO DI NASCITA Parma
DATA DI MORTE
LUOGO DI MORTE
STATO CIVILE coniugata
TITOLO DI STUDIO diploma di avviamento professionale industriale
PROFESSIONE operaia, impiegata
APPARTENENZA POLITICA comunista
ISCRIZIONE A UN PARTITO Partito comunista italiano; Partito democratico della sinistra; Democratici di sinistra; Partito democratico
ORGANIZZAZIONE SINDACALE CGIL: Camera del Lavoro di Parma; Federazione italiana lavoratori dello zucchero, delle industrie alimentari e del tabacco - FILZIAT; Federazioni lavoratori agroindustria - FLAI; Sindacato pensionati italiani SPI; AUSER
LUOGHI DI ATTIVITÀ Parma; Roma
 
PROFILO BIOGRAFICO

Nata il 18 marzo 1945 in una famiglia operaia il padre Alcide Casamatti, agricoltore e poi operaio che fu perseguitato politico e condannato come antifascista dal Tribunale Speciale di Roma il 27 aprile del 1931 a 3 anni di carcere con interdizione perpetua dai pubblici Uffici e 3 anni di vigilanza speciale. La madre, Brozzi Ismina, aveva lavorato come mondina in Piemonte, una sorella di nome Marisa. Dopo aver conseguito il diploma di Avviamento Professionale Industriale nel 1958 iniziò a lavorare come operaia nell’azienda Cartotecnica, nella quale perse la prima falange delle dita indice e medio a causa di una pressa difficoltosa. L’incidente rese palese come tutti gli operai non fossero coperti dai contributi assicurativi. Ne nacque una vertenza collettiva che sfociò nella regolarizzazione di tutto il personale e segnò l’avvio della sua attività sindacale. Risale al 1961 l’assunzione come operaia alla Barilla dove più tardi diventò impiegata amministrativa. Nel noto pastificio la presenza sindacale era rappresentata solo dalla CISL e dalla Uil. Miria si iscrisse alla Cisl, le incompatibilità con la linea sindacale la spinsero presto alle dimissioni e al passaggio alla Cgil nel 1962 partecipando al primo nucleo aziendale della Filziat: solo in tre su circa 1.500 lavoratori e 200 impiegati. In seguito fu eletta delegata aziendale della Commissione interna designata come portavoce dei lavoratori negli incontri con l’azienda e impegnata nelle attività del Consiglio di fabbrica. Iscritta al Pci e poi all’Udi organizzò incontri per rivendicare i diritti sociali e civili delle donne che si tenevano spesso anche nelle case private e nei paesini della provincia. Nel 1968, su indicazione del Segretario generale della categoria provinciale Enore Monica fu inviata a Roma per frequentare un corso di economia di 3 mesi presso la Scuola sindacale di Ariccia della Cgil. Ritornata a Parma fu eletta nella Segreteria della Filziat di Parma e nel Comitato direttivo della Camera del Lavoro, al cui interno, all’epoca, vi erano solo tre donne. Importante il periodo del 1968 sia per gli incontri avvenuti con gli studenti universitari che per il matrimonio con Aldo Amoretti da cui nasceranno due figli: Davide e Fabrizio. Nel 1972, a seguito delle agibilità conquistate con l’approvazione della Legge 300 – Lo Statuto dei Lavoratori - arrivò la messa in aspettativa sindacale, più tardi lo spostamento a Roma per ricoprire il ruolo di funzionaria dell’Ufficio stampa e informazione della Cgil nazionale di cui era responsabile Lionello Bignami. Gli anni ’70 furono anni importanti e vissuti in una posizione che permetteva di assistere in maniera diretta i momenti rilevanti vissuti dalla Cgil guidata da Luciano Lama e da Piero Boni; vi resterà dal 1972 al 1981. Sono gli anni dello sviluppo del processo di unità sindacale tra Cgil Cisl Uil e del conseguimento di grandi conquiste per i lavoratori, ma anche di grandi tragedie come l’esordio delle Brigate Rosse il cui campanello d’allarme fu l’attacco a Luciano Lama all’Università la Sapienza di Roma. Nel 1981 e fino al 1984 il passaggio all’Ufficio comunicazione e informazione della Federazione Unitaria presso cui editò l’Agenzia di informazione unitaria. Sciolta la Federazione unitaria nel 1985 e fino al 1987, su proposta di Andrea Amaro Segretario generale della Filziat Cgil, ritornò a lavorare in quella che era la sua categoria di provenienza che dal 1988 confluì nella Flai Cgil a seguito della decisione di accorpare le due categorie della Federbraccianti e della Filziat Cgil per creare un’unica filiera produttiva unificando la rappresentanza dei lavoratori addetti alla coltura dei prodotti alimentari con quella degli addetti alla trasformazione degli stessi in alimenti. Nel 2001 il pensionamento e la prosecuzione della militanza nello Spi Cgil e l’inizio di una nuova avventura nel mondo del volontariato svolta dal 2003 al 2008 presso l’Auser di Roma come Responsabile del turismo sociale, successivamente come Responsabile del territorio Auser di Roma Nord. Vive a Roma.

 
FONTI E BIBLIOGRAFIA
["Questionario raccolto per il progetto "Profili biografici di sindacaliste emiliano-romagnole (1880-1980)", Fondazione Argentina Bonetti Altobelli; Intervista effettuata da Anna Salfi il 3 dicembre 2020;"]
 
IMMAGINI
 
LINK
CREDITS
scheda compilata da: Anna Salfi