7 luglio 1960 – 7 luglio 2022: non dimentichiamo quei Morti di Reggio Emilia

morti-7-luglio-1960 - 600Oggi corre alla memoria quanto avvenne a Reggio Emilia il 7 luglio del 1960, quando a Reggio Emilia furono cinque i morti per una strage compiuta dalle forze dell’ordine. Quel giorno, lasciarono la vita sul selciato: Lauro Ferioli, Ovidio Franchi, Emilio Reverberi, Marino Serri, Afro Tondelli. La loro colpa fu quella di opporsi alla deriva autoritaria del Governo monocolore democristiano, nato grazie all’appoggio esterno del Movimento sociale italiano nonché del Partito monarchico e all’autorizzazione concessa alla celebrazione del Congresso del MSI a Genova, città partigiana, medaglia d’oro della resistenza. Contro gli operai che manifestavano in tutta Italia, l’allora Governo Tambroni aveva dato disposizione di aprire il fuoco nelle “situazioni di emergenza” e la strage avvenne, così, all’apice di settimane di proteste che avevano dimostrato quanto gli stessi giovani, i cosiddetti “ragazzi dalle magliette a righe”, non fossero distanti da coloro, solo qualche anno addietro, avevano combattuto la guerra di Liberazione dal nazifascismo. A chi li considerava oramai spoliticizzati, quei ragazzi avevano risposto con la loro mobilitazione. Il 7 luglio 1960, era stato proclamato lo sciopero cittadino da parte della Camera del Lavoro di Reggio Emilia e indetta una manifestazione cui avevano aderito circa 20.000 manifestanti, troppi per poter entrare nel Teatro Verdi. Un folto gruppo di operai delle Officine Reggiane si era spostato, allora, presso il monumento dei Caduti dove avvenne lo scontro con le forze dell’ordine e dove polizia e carabinieri diedero la carica per poi far fuoco. A centro anni dalla Marcia su Roma che sancì l’avvento del fascismo in Italia, ricordiamo quei morti, onoriamo la loro memoria.

In occasione di questa ricorrenza, fra Comune di Reggio Emilia, Istoreco-Istituto per la Storia della Resistenza e della Società contemporanea, Anpi e Cgil che costituiscono il Comitato promotore del progetto di ricerca ‘7 Luglio 1960, è stato firmato un protocollo d’intesa che prevede la nascita di un Centro di documentazione dedicato ai fatti di Reggio Emilia, uno degli eventi più tragici e significativi della storia dell’Italia repubblicana.

https://www.istoreco.re.it/nasce-il-centro-di-documentazione-digitale-sul-7-luglio-1960

Morti di Reggio Emilia

Compagno cittadino Fratello partigiano
Teniamoci per mano in questi giorni tristi
Di nuovo a Reggio Emilia
Di nuovo là in Sicilia
Sono morti dei compagni per mano dei fascisti
Di nuovo come un tempo
Sopra l’Italia intera
Fischia il vento e infuria la bufera
A 19 anni è morto Ovidio Franchi
Per quelli che son stanchi o che sono ancora incerti

Lauro Farioli è morto per riparare al torto
Di chi si è già scordato di Duccio Galimberti
Son morti sui vent’anni
Per il nostro domani
Son morti come vecchi partigiani

Marino Serri è morto
È morto Afro Tondelli
Ma gli occhi dei fratelli si son tenuti asciutti
Compagni sia ben chiaro
Che questo sangue amaro
Versato a Reggio Emilia è sangue di noi tutti
Sangue del nostro sangue
Nervi dei nostri nervi
Come fu quello dei fratelli Cervi

Il solo vero amico che abbiamo al fianco adesso
È sempre quello stesso che fu con noi in montagna
Ed il nemico attuale
È sempre ancora eguale a quel che combattemmo sui nostri monti in Spagna

Uguale la canzone
Che abbiamo da cantare
“Scarpe rotte eppur bisogna andare”

Compagno Ovidio Franchi, compagno Afro Tondelli
E voi Marino Serri, Reverberi e Farioli
Dovremo tutti quanti aver d’ora in avanti voi altri al nostro fianco
Per non sentirci soli

Morti di Reggio Emilia
Uscite dalla fossa
Fuori a cantar con noi bandiera rossa
Morti di Reggio Emilia
Uscite dalla fossa
Fuori a cantar con noi bandiera rossa
Morti di Reggio Emilia
Morti di Reggio Emilia

Morti di Reggio Emilia
Uscite dalla fossa
Fuori a cantar con noi bandiera rossa