Pondrelli Novella (1911-2009)

novella_pondrelli
COGNOME Pondrelli
NOME Novella
DATA DI NASCITA 11/02/1911
LUOGO DI NASCITA Molinella (BO)
DATA DI MORTE 01/02/2009
LUOGO DI MORTE Monterenzio (BO)
STATO CIVILE coniugata
TITOLO DI STUDIO Licenza elementare
PROFESSIONE mondina
APPARTENENZA POLITICA comunista
ISCRIZIONE A UN PARTITO Partito comunista francese; Partito comunista italiano
ORGANIZZAZIONE SINDACALE Cgil: Camera del Lavoro di Bologna; Confederterra; Federazione lavoratori dell'abbigliamento; Inca; Sindacato pensionati
LUOGHI DI ATTIVITÀ Francia, Bologna e provincia
 
PROFILO BIOGRAFICO

Novella Pondrelli nacque a Molinella nel 1911 da una famiglia contadina socialista attiva nelle lotte agrarie. Nell'anno della nascita di Novella la famiglia venne cacciata per la prima volta dal suo podere; successivamente, nel 1914, il padre, lo zio e i fratelli furono arrestati e poi internati a Capraia fino al 1919.

Novella poté frequentare la scuola fino alla quinta elementare grazie ai sacrifici dei genitori sostenitori della scolarizzazione propagandata dal partito socialista. Finita la scuola in sette anni, Novella fu poi costretta a lavorare nelle campagne in aiuto alla famiglia, rientrata nel proprio fondo grazie ad un’agitazione guidata da Giuseppe Massarenti. La ripresa socialista permise al fratello di divenire Segretario della Federazione provinciale lavoratori della terra di Bologna fino a quando, con l’avvento del fascismo, la famiglia fu nuovamente scacciata e dovette dividersi.

A 13 anni Novella si trasferì per lavorare come bambinaia e poi come cameriera in un albergo sul Lago di Garda dove si trovavano gli zii; rientrata nel 1928 a Minerbio – dove si erano riparati il padre, la madre e alcuni fratelli – iniziò a lavorare come mondina. Sposatasi nel 1930, fu costretta ad emigrare in Francia per seguire il marito, Oliviero Bordoni, calzolaio socialista impegnato politicamente e controllato dai fascisti.

Il trasferimento forzato segnò indelebilmente la maturazione politica di Novella. Con il marito condivise l'impegno in favore dei diritti dei lavoratori italiani emigranti e l’attività di organizzazione a sostegno dei condannati antifascisti in patria e dei loro familiari, e, dal 1936, della rete di aiuto a chi passava in Francia per andare a combattere per la Spagna repubblicana. Finita nell’elenco della polizia contenente i dirigenti comunisti in Francia, fu emesso a suo carico un mandato di cattura.

Rientrata in Italia con Bordoni su richiesta del Partito comunista, venne arrestata con il marito a Domodossola; i due coniugi furono portati in carcere a Bologna e condannati per attività antifascista all’estero a 4 anni di confino che trascorsero a Grottaminarda di Avellino, Girifalco in provincia di Catanzaro e Palata di Campobasso. Nel 1942, ebbero una figlia.

Gli anglo-americani li liberarono nell’agosto del 1943 e la famiglia decise di rientrare a Minerbio. Dopo l'armistizio dell'8 settembre, l'occupazione nazista e la formazione della Repubblica sociale italiana Novella Pondrelli e il marito iniziarono a collaborare con la Resistenza, una collaborazione che può essere intesa come parte del percorso politico intrapreso in Francia. Novella svolse attività organizzativa, portò ordini e distribuì la stampa clandestina. Dal 1944 entrò a far parte del Comitato provinciale del Partito comunista, divenendo responsabile dei Gruppi di difesa della donna di una vasta area del Bolognese tra Granarolo, Minerbio, Baricella e Malalbergo e, in seguito, anche di Zola Predosa, Bazzano e Crespellano, zona in cui si trasferì dopo l'arresto del marito. La sua attività si concentrò nell’organizzazione di manifestazioni di donne contro le caserme e le sedi comunali fasciste, un impegno costante che le valse il riconoscimento di partigiana della 4ª brigata Garibaldi Venturoli con il grado di tenente.

Alla fine della seconda guerra mondiale, su proposta del Pci venne designata dal Comitato di liberazione nazionale, a far parte del Consiglio comunale provvisorio di Bologna, dove rimase fino alle prime elezioni amministrative dell'Italia repubblicana, tenutesi a Bologna nel marzo 1946. All'indomani della Liberazione, divenne funzionaria dell’Unione donne italiane (Udi), proseguendo il suo impegno per l'emancipazione femminile.

Nel 1946 entrò a far parte del Comitato esecutivo della Camera del Lavoro di Bologna, all'interno della quale fu per un breve periodo anche responsabile della rispettiva Commissione femminile. Negli anni della ricostruzione, si occupò in particolare del settore dell’agricoltura, contribuendo alla rifondazione della Federterra che, nel suo primo Congresso costitutivo tenutosi a Bologna nell'ottobre del 1946, assunse il nome di Confederterra. Dal 1946 al 1954, Novella s'impegnò nell'organizzazione dei mezzadri, braccianti e, in particolare, delle mondine, che spesso seguì nelle loro migrazioni stagionali verso il Piemonte per sostenerne le lotte. Come funzionaria della Confederterra, contribuì inoltre alla creazione delle leghe bracciantili e mezzadrili, che negli anni del dopoguerra cominciavano a diffondersi nelle campagne bolognesi.

A partire dalla seconda metà degli anni Quaranta, affiancò l’impegno nel sindacato a quello nel Partito comunista italiano, a cui si aggiunsero anche incarichi di carattere amministrativo. Nel 1947, entrò a far parte del Comitato federale del Pci di Bologna, dove rimase fino al 1960, e nei primi anni Cinquanta divenne componente della rispettiva Commissione centrale di controllo.

Sempre tra le fila del Pci, nel 1951 venne eletta nel Consiglio provinciale di Bologna, di cui fece parte fino al 1956. Negli stessi anni, conclusa la sua esperienza alla Confederterra nel 1954, divenne dapprima funzionaria e in seguito Segretario generale della Federazione dei lavoratori dell’abbigliamento di Bologna, incarico che mantenne fino al 1958. In quell'anno passò all’Inca di Bologna dove rimase fino al 1963. Seguirono alcuni lavori saltuari, fino al raggiungimento dell'età pensionabile.

Una volta in pensione, entrò a far parte del Sindacato pensionati come funzionaria, incarico che mantenne tra il 1970 e il 1984, pur continuando la collaborazione con tale organizzazione anche in seguito. Negli anni Novanta proseguì la sua militanza nel Partito democratico della sinistra (Pds).

Si spense a Monterenzio il 1° febbraio 2009.

 
FONTI E BIBLIOGRAFIA

Fonti archivistiche

  • Associazione Paolo Pedrelli (Bologna) – Archivio storico sindacale, Progetto Memoria Orale, Novella Pondrelli
  • Centro di Documentazione delle Donne di Bologna, Archivio sonoro di storia delle donne, Novella Pondrelli.
Fonti iconografiche:
  • Immagine del profilo: Comune di Bologna, Storia amministrativa (http://www.comune.bologna.it/storiaamministrativa/people/detail/36547)

Bibliografia

  • Luigi Arbizzani,  Nazario Sauro Onofri, Gli antifascisti, i partigiani e le vittime del fascismo nel bolognese, vol. IV, Dizionario biografico M-Q, Bologna, Comune di Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1995, ad nomen.
  • Flavia Pesce, Novela Pondrelli, in È brava, ma… Donne nella Cgil 1944-1962,  a cura di Simona Lunadei, Lucia Motti, Maria Luisa Righi, Roma, Ediesse, 1999, pp. 395-400.
  • Testimonianza di Novella Pondrelli in Luciano Bergonzini, La Resistenza a Bologna. Testimonianze e documenti, vol. V, Bologna, Istituto per la storia di Bologna, 1980, pp. 672-674.
 
IMMAGINI
 
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CREDITS
scheda compilata da: Simona Salustri e Eloisa Betti