Lotti Emilia (1930-)

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COGNOME Lotti
NOME Emilia
DATA DI NASCITA 07/04/1930
LUOGO DI NASCITA Predappio (FC)
DATA DI MORTE
LUOGO DI MORTE
STATO CIVILE coniugata
TITOLO DI STUDIO Diploma
PROFESSIONE
APPARTENENZA POLITICA comunista
ISCRIZIONE A UN PARTITO Partito comunista italiano
ORGANIZZAZIONE SINDACALE Cgil: Camera del Lavoro di Forlì; Abbigliamento
LUOGHI DI ATTIVITÀ Forlì
 
PROFILO BIOGRAFICO

Emilia Lotti nacque a Predappio (FC) nel 1930. Bambina durante la seconda guerra mondiale, iniziò il suo impegno sindacale nell’immediato dopoguerra mentre ancora frequentava l’istituto professionale femminile di Forlì.

Nel 1946, aderì all’Associazione ragazze italiane (Ari), e nel 1947 si iscrisse al Partito comunista italiano. Nel 1949, divenne responsabile dell’Ari per il Forlivese, attivandosi in particolare nella raccolta di firme contro l’uso della bomba H.

Nel 1952 passò al sindacato, come responsabile della Commissione femminile della Camera del Lavoro di Forlì, impegnandosi sui temi del lavoro femminile con un’attenzione particolare alle condizioni delle lavoratrici della campagna. In quegli anni, diresse anche il sindacato dei tessili, occupandosi in seguito anche delle lavoratrici ortofrutticole.

Rimase al sindacato fino al 1956. Nel 1957 divenne segretaria dell’Udi di Forlì. All’indomani del boom economico, nel 1964, fu chiamata all’Udi nazionale, dove fece parte della Commissione organizzazione, occupandosi della gestione del tesseramento e del finanziamento dell’associazione. Negli anni Sessanta, sotto l’egida dell’Udi, Emilia prese parte a numerosi eventi internazionali, tra cui due congressi mondiali delle donne nel 1963 (Mosca) e nel 1975 (Berlino).

Nel 1970, venne eletta consigliera provinciale nelle liste del Pci forlivese e ricoprì l’incarico di assessore ai servizi sociali, impegnandosi per la costruzione di una rete di servizi per gli anziani e l’infanzia, occupandosi in particolare dei bambini con disturbi dell’udito e del linguaggio.

Conclusa questa prima esperienza in provincia, a metà anni Settanta fu nominata presidente del Consorzio socio-sanitario di Forlì, istituito dalla regione per l’attuazione della riforma del servizio sanitario nazionale.

All’indomani della legge Basaglia, si adoperò per la trasformazione degli ospedali psichiatrici, per l’istituzione dei consultori familiari e più in generale per la tutela della salute, femminile in particolare.

Nel 1980, Emilia iniziò un secondo mandato come consigliera provinciale a Forlì, continuando a occuparsi di sanità e servizi sociali. In quegli anni fece parte anche del Comitato federale del Pci forlivese.

Nei primi anni Ottanta, fu attiva anche a livello internazionale, prendendo parte alla seconda conferenza mondiale sulla donna di Copenaghen (1982) e frequentando un corso presso l’Istituto di scienze sociali di Mosca (1981).

Una volta terminato il secondo mandato in provincia, tornò all’Udi nazionale, che nel frattempo aveva modificato la sua struttura interna con il congresso del 1982. Nel 1986 venne eletta responsabile nazionale dall’Assemblea di tutti i circoli, ricoprendo l’incarico per più mandati.

Tra il 1991 e il 1998, poi, fece parte della Commissione nazionale pari opportunità, istituita nel 1984 presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.

Nel 2005, contribuì alla fondazione dell’Associazione Centro di documentazione archivio Flamigni, presso il quale ha donato il suo archivio personale.

 
FONTI E BIBLIOGRAFIA
Fonti
  • Centro di Documentazione Archivio Flamigni, Fondo Emilia Lotti.
Bibliografia
  • Memorie di una donna. Il fondo documentale e librario di Emilia Lotti a cura di Giulia Corradi, Ilaria Moroni, Viterbo, Edizioni Sette Città, 2012.
 
IMMAGINI
 
LINK
CREDITS
scheda compilata da: Eloisa Betti